IL PAESE CHE NON C’È

UNon cercarla qui la ciambella di case raccolte intorno alla piazza. Non la troverai.
Furore, il paese che non c’è, il paese non paese, col suo abitato sparso sui fianchi della montagna a strapiombo sul mare, si offre a piccole dosi, si lascia scoprire con civettuola ritrosia.

Batterai sentieri e petingoli, stretti fra fazzoletti di terra miracolosamente strappati alla roccia e coltivati con amore antico, quasi con ostinazione.

Berrai vini – bianco e rosso – freschi e briosi, «capaci di buttarti dentro tutto il sole e tutta l’allegria che hai sulla pelle». Ammirerai vigne e giardini, terrazzi e pergolati, poggi e tornanti che dirupano a mare. E muri: muri a secco, muri dipinti, muri istoriati. Muri parlanti. Muri d’autore.

relais de charme furore

Una vertigine di panorami immersa in una luce senza suoni, sospesa, irreale e segreta come una favola.

Ascolterai il silenzio.

Coglierai l’alito ddownloadell’universo nella voce lontana del mare.

Avvertirai il profumo del mito nel respiro di qualche ninfa innamorata che da sempre abita questi anfratti. Vivrai un’atmosfera sognante e al tempo stesso inquietante, dove ogni sguardo è già emozione e ogni pensiero è già sogno.

Tratto da:
Il paese che non c’è
di Raffaele Ferraioli
Edizioni Pro Loco Furore