Festival di Ravello

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Il Ravello Festival, nella sua attuale configurazione, deriva da una serie di iniziative precedenti che ne fanno uno dei più antichi festival italiani. Va riconosciuto a Girolamo Bottiglieri e a Paolo Caruso l’ideazione dell’evento culturale che più di ogni altro avrebbe contribuito a costruire l’identità di Ravello come Città della musica. La prima edizione, tenutasi in due serate con le musiche dell’Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli, sotto la direzione di Hermann Scherchen e William Steinberg, cadde, tra l’altro, proprio in occasione del 70° anniversario della morte di Wagner. A partire dal 2003 la Fondazione Ravello si occupa della realizzazione del Ravello Festival; sempre nello stesso anno è stato introdotto il cosiddetto leitmotiv, ossia il tema centrale attorno al quale ruotano tutti gli eventi del festival. Nel corso delle […]

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Il Mito delle Sirene

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L’arcipelago delle Sirenuse (oggi Li Galli) davanti a Positano, tre isolette solitarie e rocciose, era ritenuto la sede delle Sirene, figure mitiche che attraevano i naviganti con il loro canto facendoli naufragare. Il mito serviva forse da avvertimento: le isole dovevano essere un punto di riferimento per i marinai, che però avvicinandosi troppo finivano sugli scogli. Sull’isola del Gallo Lungo nel 1924 il ballerino e coreografo russo Léonide Massine fece costrure una villa, (ristrutturata nel 1927 da Le Corbusier) poi acquistata da Rudolf Nureyev. Ogni anno in memoria di questi artisti si tiene a Positano il Premio Internazionale per l’Arte della Danza.

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Le ceramiche di Vietri sul Mare

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La felice posizione della città, la ricchezza d’acqua, le colline ricche di legname, sono tutti elementi che hanno favorito nel corso degli anni lo sviluppo delle fabbriche. Il giallo e il blu, i colori della natura e del mare, i limoni e i grappoli d’uva si ritrovano nelle vivaci decorazioni della ceramica di Vietri, piccoli capolavori. È divertente girare, cercare nei numerosissimi negozi, entrare nelle fabbriche, lasciare che in quel turbinio di idee e di colori qualcosa colpisca la fantasia. La scelta è quasi infinita e ogni bottega si distingue per stile e scelta di decori. Il Museo provinciale della Ceramica è collocato all’interno del complesso di Villa Guariglia. Inaugurato nel 1981 comprende la raccolta già formata presso il Museo Archeologico Provinciale di Salerno fin dagli anni Venti, numerosi elementi […]

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Il Duomo di Amalfi

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Emblematica dell’edilizia religiosa della Costiera è la Cattedrale di Amalfi, il più significativo insieme monumentale della zona. La sua posizione scenografica, alla sommità di una ripida scalinata che si apre tra le case raccolte attorno a una piccola piazza,conferisce una nota particolare al centro storico di Amalfi. Colpisce l’imponente facciata policroma della chiesa, illuminata da smalti e mosaici e dal timpano dorato. Tracce del Medioevo si ritrovano nell’elegante Chiostro del Paradiso con le sue linee arabeggianti. Dal chiostro si accede alla Cappella del Crocifisso, nella quale è stato allestito il Museo Diocesano. Nella Cappella è l’ingresso alla Cripta risalente al ‘200. Il complesso architettonico è uno dei principali esempi del romanico amalfitano.

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Il limone Sfusato di Amalfi

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Il testimonial più genuino della Costa d’Amalfi è il limone sfusato. Sotto una spessa scorza giallo-chiaro, batte una polpa tenera. Un’anima dolce e succosa in una terra tutta da sbucciare. Il profumo intenso e frizzante evoca le emozioni, l’incanto e i colori delle sue terre. Un frutto eccellente, apprezzato anche all’estero. Il limone sfusato è l’abitante più conosciuto della Costa d’Amalfi. Un agrume di mondo, ambasciatore certificato di una terra considerata, per arte e storia, patrimonio UNESCO. Un frutto dal carattere positivo, solare come quello della sua gente. Il limone sfusato: la cartolina più originale e suggestiva della Costa d’Amalfi. Segni particolari: profumo intenso; forma affusolata; polpa succosa; semi quasi assenti. Ricchissimo di vitamina C e oli essenziali. Delizioso al naturale, ideale nella preparazione di fresche ricette.

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I vini di Furore

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La Denominazione di Origine Controllata “Costa d’Amalfi” può essere accompagnata dalla indicazione di una delle sottozone: Ravello, Tramonti, Furore. Furore ha ripreso la tradizione vitivinicola nelle gole battute dal vento grazie all’azienda Marisa Cuomo che ha rilanciato antiche denominazioni e soprattutto la consuetudine contadina di coltivare le viti tra le rocce piantandole nella macera, ossia nel muro in pietra di contenimento su cui poggia il terrazzamento superiore. In genere ogni terrazzo è largo dai quattro ai cinque metri di terra su cui si dispongono quattro filari, spesso originati da una stessa pianta. È molto comune osservare ancora questi sistemi con viti spettacolari a piedefranco, una rarità in Europa. La quantità della produzione è abbastanza scarsa, sia per la resa per ettaro che per l’estensione dei vigneti, appena 35 ettari complessivi. […]

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